La cosa meravigliosa di Città del Messico è la sua repentinità.
Cambia in maniera repentina.
Per arrivare a San Angel dalla Condesa abbiamo optato per il "pesero".
INTERMEZZO IL PESERO
Il "pesero" è il tipico autobus di città del Messico: brutto, plasticoso, fatiscente con sedili sgarrupati. Il "pesero" è guidato da un autista che non ti guarda in faccia neanche quando gli paghi il biglietto ($3,5 contro il valore originale di $1 da cui pesero). L'autista del "pesero" guida il mezzo con una mano sul volante e l'altra su una leva del cambio lunga mezzo metro che a solo guardarla fa impressione per quanto vibra e si muove anche a marcia inserita, il cambio del pesero deve essere un esempio di meccanica perfetta, viene trattato male, spesso grattano la marcia, corrono come dei matti e stirano le marce in maniera indegna. L'autista del pesero ha fatto una scuola a parte, l'autista del pesero corre, corre a prescindere, come vede 10 metri liberi ci si ficca come se avesse a disposizione una vespa, l'autista del pesero conosce il suo mezzo, lo guida con disinvoltura e sicurezza costi quel che costi, vita di pedoni e passeggeri compresa.
L'autista del pesero spesso e volentieri ama la musica che propina a massimo volume a coloro che trasporta.
Mi immagino una vecchietta romana sul pesero, dopo 3' di viaggio inizierebbe a borbottare, al 4' inizierebbe a sbraitare all'autista che vuole scendere, al 5' finisce in terra in preda ad un attacco cardiaco.
Qui, le vecchiette come le ragazze più giovani scendono dal pesero ringraziando religiosamente l'autista.
Fare un viaggio sul pesero è una tappa essenziale della messicanità, è la tappa essenziale della mobilità di città del Messico.
Molti mezzi partono dalla fermata Chapultepec per dirigersi in ogni area della metropoli, sicuramente ci saranno altrettante stazioni sparpagliate per la città che io non conosco.
FINE INTERMEZZO PESERO
Il pesero per arrivare dalla condesa a san angel parte da Chapultepec e passa per Avenida Revolucion quasi all'altezza della fermata della metro Patriotismo. Noi l'abbiamo preso da Revolucion.
Come ho avuto modo di dire, Città del Messico è divisa in aree delimitate da stradone enormi, spesso a senso unico, perchè ci sarà un'altra stradina a qualche isolato di distanza che è in senso contrario, Revolucion è una di queste stradone che come tutte le stradone di questa natura è piuttosto trafficata, sporca e decisamente squallida. Ma lo squallore messicano a me piace. Così il nostro pesero sfrecciando su Revolucion ci ha condotto a San Angel, lasciandoci al capolinea anziché all'altezza della strada che ci avrebbe portato allo zocalo del quartiere.
Questo errore ci ha permesso di fare quattro passi su Revolucion e li l'europeo che è in me è un po' scattato; perchè se è vero che da una parte mi piace lo squallore messicano, dall'altra ancora ogni tanto mi mette a disagio e il disagio nasce soprattutto quando mi sento una mosca bianca.
Immaginate noi, tre "gueri" (termine usato nel DF per indicare i chiari, i biondi) per di più l'aria un po' gringa con due bimbi, uno di 3 anni biondo come un tedesco, l'altro di 1 anno accomodato su uno zaino sulle spalle del padre (roba che si vede solo per i turisti), ecco davamo un po' nell'occhio. Ma il disagio passa presto quando vedi che ti confondi lo stesso, che si è vero sei guero, ma non hai proprio nulla di speciale, e così riesco a godermi la bellezza dello squallore dello stradone senza problemi.
Finito il tratto di strada siamo arrivati ad una salitella che partendo da Revolucion (caos, rumore di auto e clacson, venditori ambulanti, voci...) in circa 100 metri di strada ci ha fiondato nel cuore di un quartiere in cui non vola una mosca, con una piazzetta curatissima, con le aiole curatissime, le panchine pulite e perfette, roba che in Italia dura 10 giorni anche in pieno centro, no qui nel DF quando curano una cosa la mantengono così anche i cittadini.
San Angel è il silenzio più assoluto che ho mai sentito a Città del Messico.
E' un quartiere magico, particolare, bellssimo, in cui non vola una mosca. La pace.
Sul marciapiede che circondava i giardini dello Zocalo c'erano dei venditori di mango, ci siamo presi un mango tagliato e ce lo siamo gustati su una panchina mentre i bimbi correvano di qua e di la per il giardino. Poi abbiamo iniziato la nostra passeggiata. Siamo entrati nella chiesa del quartiere, circondata da un giardino bellissimo, la chiesa, come tutte le chiese messicane, contiene immagini sacre, cristi sanguinolenti, ma, come molte chiese messicane, ha un'uscita su un chiostro molto gradevole dove ho rivisto dopo anni un campanaro suonare la campana per la messa di mezzogiorno.
Noi abbiamo così lasciato la scena per andare a passeggiare un po' e abbiamo preso calle Hidalgo, una strada in salita su cui si affacciano portoni di ville Hollywoodiane che a guardarle da Google Maps ci si rende conto solo minimamente di quello che devono essere. Case coloniali vecchie, bellissime con pati splendidi, già me le immagino. Da google map si vede che alcune hanno campi da tennis, da calcetto...
insomma roba davvero hollywoodiana.
Quello che colpisce di tutto questo, oltre alla bellezza del luogo in se, bello oltremodo, è, appunto, la repentinità del cambiamento, da Revolucion, strada incasinata, rumorosa, puzzolente, trafficatissima a San Angel la spacca tura è profondissima, profonda almeno, se non di più, quanto quella che divide il paese intero, un paese di grandissime ricchezze in mano a pochissime persone, di gente povera che vive felice o che cerca fortuna al di la del Rio Bravo e guai se così non fosse, guai se la ricchezza fosse più distribuita, un Messico benestante sarebbe la fine degli Stati Uniti d'America.
lunedì 15 agosto 2011
San Angel
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