martedì 9 agosto 2011

La magia di Città del Messico

La magia di Città del Messico è una magia che il turista spesso non coglie.
Città del Messico è una città difficile per noi europei, ne abbiamo un'immagine distorta di città estremamente inquinata, violenta, iperpopolosa e enorme.
Tutte queste cose sono vere.
Ma è anche vero che Città del Messico, DF per i locali, è una città bellissima, densa di sorprese, con edifici splendidi, quartieri affascinanti, persone tra le più disparate, ma tutte gentilissime. Insomma il DF dovrebbe essere una meta obbligata per ogni turista che venga in questo paese.
La comprensione di questo paese per noi europei è difficile, ma vivere nel DF qualche giorno e respirarne gli odori, assaporarne i sapori, guardare la gente, vivere nel caos cittadino, visitare i bellissimi edifici che la città offre, vuol dire acquisire una chiave di lettura importante del Messico tutto.

Orizzontarsi nel DF non è complicatissimo, anche se ricordo che la prima volta che sono venuto non capivo mai dove stessi andando. Bisogna assumere il concetto che ogni area è divisa in quadras e quando si parla di quadras si parla davvero di quadras visto e considerato che sono aree quasi perfettamente quadrate di case. Ad ogni tot quadras (il tot è casuale ovviamente) c'è una stradona bella larga, paragonabile, per chi è di Roma, almeno alla larghezza di Via Tuscolana.
Ogni area della città, sempre per ciò che riguarda il centro è, come ovvio, divisa in quartieri che in alcuni casi, hanno il nome di Colonie. Questa divisione in Colonie è data dal fatto che molti di questi quartieri originariamente erano delle cittadine a parte che sono state inglobate nella città grande, in altri casi erano haciendas o altro.

La zona di Città del Messico dove risiedo si chiama Colonia Condesa (originariamente era una tenuta di una Contessa), ed è poco a sud del Bosque de Chapultepec, uno dei parchi più grandi e belli che io abbia mai visto.

La magia di Città del Messico la puoi percepire nei suoi mille colori e odori, oggi siamo andati ad un mercato sulla strada di Pachuca. Girare tra quelle bancarelle tra venditori che ti offrono la loro merce affinché tu possa assaggiarla, sentire le persone contrattare, leggere i prezzi, vedere merce mai vista, verdure che non sapresti riconoscere e scoprire che i broccoli si chiamano broccoli pure qua... ecco questo è bellissimo.
Abbiamo comprato un Tamal con dentro del Queso tipo la nostra ricotta, poi tre melograne e dei Leachi (non so come si scrive il nome del frutto che si chiama Lici ma so che non si scrive Lici) che differentemente da quelli italiani, sono pelosi.
Abbiamo mangiato dentro il mercato, nei mercati qui c'è sempre un ristorante apparentemente improvvisato, ma in verità organizzatissimo, e abbiamo mangiato delle Quesadillas di vario genere i cui nomi non saprei riprodurre ma erano così composte: pasta nerastra farcita con del formaggio tipo ricotta, sopra insalatina e ancora formaggio grattugiato a scagliette che io ho personalmente arricchito con del guacamole mediamente piccante. La seconda invece era una tortilla con dentro fiori di zucca e chicharon (pelle di maiale essiccata e poi ricotta).

Ora sono qui, sul balcone di casa, il cielo sopra di me è limpido ma in lontananza sta arrivando un temporale, forse pioverà, chi lo sa, ma domani dopo la pioggia la magia di Città del Messico sarà rinnovata e pronta a stupirmi ancora.

Nessun commento:

Posta un commento