Madrid 8 agosto 2011
Ho deciso di documentare questo viaggio, forse l'ultimo che farò in Messico per chissà quanto tempo.
Ho munito di una tastiera il mio fedele compagno di viaggio, il mio iPad, in effetti devo dire che senza tastiera non mi viene proprio fantasia di scrivere con l'iPad, ma ora è tutta un'altra cosa!
Dunque il viaggio si prospetta avventuroso, l'itinerario sembrerebbe tra i più tranquilli e adatti ad una famiglia, ma invece...
L'equipaggio è composto da Luca, Marlene, Leonardo e Lorenzo cui si aggiungeranno in ordine di tempo Herlinda, la nonna viaggiatrice e Leone e Angela che arriveranno a Città del Messico giovedì sera.
Siamo partiti da Roma con un'ora di ritardo. Davanti a certi comportamenti delle compagnie aeree c'è da farsi più di una domanda, ma io vorrei porne solo una:
perchè se non partite mi fate salire in aereo per farmi scoprire solo alla fine a cinture allacciate che il volo è in ritardo di un'ora??
Le risposte saranno molteplici, ma io mi sono ritrovato a farmi una sauna in aereo.
Ma andiamo con ordine.
Luca e Marlene siamo noi, grandi e grossi mamma e papà.
Leonardo è il nostro primogenito, ha 3 anni compiuti e ora dorme vicino a me.
Lorenzo, detto Lillo, è il nostro secondogenito, ha 1 anno e anche lui ora dorme vicino a me.
La destinazione è il Messico (terza volta per papà Luca, ennesima per mamma Marlene, quinta volta per Leonardo e seconda per Lorenzo), insomma siamo degli aficionados e degli assuefetti viaggiatori del nuovo mondo.
L'itinerario in Messico sarà:
Primi 4 giorni a città del Messico, sabato poi ci trasferiremo insieme alla nonna Herlinda, in una Hacienda dove saremo coccolati e ci potremo rilassare un po', successivamente, e più precisamente il martedì successivo al nostro ritorno dalla Hacienda, prenderemo un'auto che ci porterà nella città di Oaxaca, capitale dell'omonimo stato. Li faremo delle escursioni in giro per il territorio circostante e domenica prenderemo un aereoplanino 7 posti che ci condurrà sulla costa pacifica: a Puerto Escondido, li faremo un po' di mare e poi via di ritorno nel DF e poi a Roma.
Ora ho descritto l'itinerario e non intendo tornarci più sopra.
Parliamo degli aerei.
Alle 17,55 di oggi sarebbe dovuto partire il nostro volo Air Europa diretto a Madrid dove ci aspettava la coincidenza che ci sta portando in questo instante a Città del Messico, tentiamo di trascurare i ritardi, tentiamo di trascurare tutto, cerchiamo di concentrarci un attimo sul volo.
Io partivo per le mie vacanze nel bel mezzo di un gruppo di gente che tornava.
L'aereo è spietato, ti riporta inevitabilmente indietro nel tempo nella consapevolezza che il tempo è passato. Provo a spiegarmi meglio: quando uno parte è tutto allegro, spensierato, felice di partire per un viaggio, una vacanza, forse un'avventura, chi lo sa, insomma è tutto gasato. Chi torna dalla vacanza, contrariamente ha già vissuto quell'eccitazione, anzi ha già vissuto il motivo per cui era eccitato qualche tempo prima, magari è pure deluso, magari non gli va di tornare indietro a casa, non gli va di tornare al lavoro e chi ti va ad incontrare tornando a casa? Incontra il se stesso di qualche tempo prima, quello gasato, quello felice, quello che sta per andare in vacanza e l'effetto è uno solo: lo invidia.
Ecco l'aereo vacanziero è una scatola a forma di supposta con le ali piena di emozioni diverse che possiamo riassumere in:
1) Felicità,
2) Invidia.
Bene, ora, fatta questa spicciola filosofia da due eurocentesimi, posso concentarmi sul volo.
Siamo su un Airbus 330 credo, molto bello, spazioso. Io per una volta ho fatto il furbo a tutti i livelli per poter affrontare questo volo e le mie principali furbate sono:
1) riempito 8 GB di memoria di Memory Stick duo Pro per far vedere altrettanti Gigabyte di film Disney, cortometraggi e altro a Leonardo;
2) mi sono portato un cambio. Ossia, ho fatto il volo Roma Madrid vestito di Jeans e Camicia; una volta arrivato a Madrid sono andato in una stanza per cambiare i nani e mi sono messo una tuta da ginnastica felpata, una maglietta t-shirt a maniche lunghe e ora sono semisdraiato sulla mia poltrona comodo e felice.
Inoltre, come mi auguravo i bimbi stanno dormendo seduti semisdraiati sullo stesso sedile, non mi rimane che sperare che dormano davvero tutta la notte...
Prima di chiudere questio mio lungo post di innaugurazione voglio spendere due parole sulla cortesia umana.
Il nostro fido addetto al check in di Roma nel farci l'imbarco, ha omesso di metterci tutti vicini, come si può facilmente immaginare viaggiare con due bimbi di cui uno anche privo di sedile proprio è un po' complicato, ecco, il signore del check in su tutti i voli ha preso due sedili vicini e uno lontano con il risultato che mentre sul volo Roma Madrid una signora si è gentilmente prestata a cambiare di posto, sul volo lungo, dove il posto "singolo" era a una distanza di una decina di file, mi è toccato chiedere qualche favore qua e la. Ero quindi li che aspettavo seduto al mio posto lontano 10 file dalla base che arriva una coppia di italiani. Mi dico, ma guarda che culo, proprio due connazionali! Io generalmente gli italiani all'estero non voglio vederli, ma in quella circostanza ero felice di poter chiedere un favore a due connazionali, se non altro per la lingua, io mastico a malapena lo spagnolo e tutto sarebbe stato più complicato.
Ecco quindi che chiedo a questi due compatrioti la possibilità di spostarsi su due posti lato finestrino a una decina di file di distanza da dove si trovano che già noto in loro un leggero sguardo di disappunto. Io sono convinto di fare loro un favore, d'altronde i loro posti sono di quelli con davanti la parete, devastanti per chi vuole stendere le gambe, difficili da gestire perchè ogni tanto ti passa qualcuno davanti, insomma non sono certo i posti più ambiti di tutto l'ereo quelli. Tento quindi di spiegare loro che nello scambio non solo ci fanno la cortesia di rincongiungere la famiglia, ma ci guadagnano solo loro.
Loro no, sono perplessi e quasi non ne vogliono sentire parlare, lei peraltro guarda i pantaloncini corti del compagno e mi dice "sai poi lui ha le gambe lunghe" e io a quel punto alzo le mani, chiudo le trasmissioni e mi approfitto della generosità di un signore Messicano pronto a lasciarci il suo posto pur di farci viaggiare tutti vicini.
Crepassero i due italiani, lui con i suoi pantaloncini corti quando qui in aereo si muore di freddo, lei con le lamentele del compagno che non potrà stendere le luuunghe gambe... tra un paio d'ore ripasso da quelle parti e vedere come sta messo il poverello: già me lo immagino tutto intirizzito dal freddo e raggomitolato su se stesso alla ricerca di una posizione comoda.
Io dalla parte mia, dall'alto del mio metro e ottantatre ora sono felicemente seduto con le gambe stese.
Dall'aereo per ora è tutto.
martedì 9 agosto 2011
La transoceanica
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